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di Giuseppe Longo

UDINE – C’erano due “dinosauri”, ieri sera, sul palcoscenico del Palamostre! Ma, niente paura. Non hanno fatto danni, bensì regalato uno stupendo concerto pianistico a “quattro mani”. L’accostamento allegorico ritagliato da Luisa Sello su Bruno Canino e Antonio Ballista calza a perfezione, non solo per la eccezionale, consolidata nei decenni, bravura di entrambi, ma anche per la loro ragguardevole età: il primo ha compiuto 90 anni il 30 dicembre, il secondo li festeggerà esattamente tre mesi più tardi, il 30 marzo. Ma la loro freschezza interpretativa, l’energia che quelle dita hanno sprigionato sulla tastiera del gran coda Steinway & Sons, vera gloria degli Amici della Musica – data 1961 e pochi anni fa è stato riportato ai suoi iniziali splendori con un riuscitissimo restauro, grazie a Sandro Marzona e alla Fondazione Friuli -, portato, per lo straordinario evento, in quello che era il teatro della città prima che arrivasse, un quarto di secolo fa, il tanto atteso Giovanni da Udine.

E su quello strumento prestigioso i due “giovanotti” – che bello poter invecchiare così! – hanno proposto appunto a “quattro mani” tre raffinatissime Danze slave di Antonin Dvorak e a conclusione Scaramouche, una festosa pagina dal sapore “brasilero” di Darius Milhaud. Ma al centro del loro programma i “decani” del pianoforte hanno eseguito su due strumenti – anche un nuovissimo Steinway accanto a quello “storico” – La valse del grande Maurice Ravel e Danzon Cubano di Aaron Copland, prima di chiudere con un trascinante bis ancora a “quattro mani”. Ma il pubblico che, entusiasta, gremiva il Palamostre avrebbe sicuramente gradito che da quelle venti, magiche dita dei due inossidabili e affiatati musicisti – suonano insieme da mezzo secolo, cioè da quando si incontrarono al Conservatorio di Milano – potessero uscire altre “cascate” di note, affascinanti e sorprendenti soprattutto quando i due pianoforti “dialogavano” tra loro. Simpaticissimo, per inciso, quel berretto con frontino che Ballista portava quando era seduto alla tastiera per proteggersi dalle luci “sparate” dall’alto.
Il concerto, primo del 2026, era cominciato puntuale, come sempre, all’ormai noto orario delle 19.22 (ricorda l’anno della prima Stagione degli Amici) che sta diventando sempre più una bella e apprezzata tradizione. E oltre al saluto introduttivo della presidente Sello, ha visto la sempre curata presentazione della “scaletta” e dei suoi protagonisti da parte di Adriana Ronco Villotta. La quale ha messo l’accento anche sull’intreccio tra le due età che hanno dato vita alla straordinaria serata: quella, appunto, dei “dinosauri” e quella di due giovani, emergenti pianisti, Sara Rigo e Alessio de Franzoni, che pure a “quattro mani” hanno eseguito due delle splendide Danze ungheresi di Johannes Brahms, danzate con grazia e leggerezza dalle ragazze del Liceo Coreutico “Uccellis”. Scroscianti gli applausi anche per loro e per le bravissime insegnanti, oltre che per i musicisti che hanno accompagnato l’ensemble. Insomma, una bellissima apertura di serata prima dell’arrivo sul palcoscenico di Bruno Canino e Antonio Ballista, presentati simpaticamente come “180 in due”, ma anche del nuovo anno che promette altri appuntamenti di livello. Quelli che gli Amici della Musica sanno sempre offrire alla loro città.

La 104ma Stagione degli Amici della Musica è realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Udine, grazie al sostegno di Bcc Banca di Udine, NordGroup e Abau Accademia Tiepolo, accanto alle già consolidate sinergie con Università di Udine, Ert, Confindustria Udine, Fondazione Renati, Società Filologica Friulana e Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, Bruno Canino e Antonio Ballista a “quattro mani” sul pianoforte; all’interno, i due grandi musicisti in concerto, Luisa Sello e ancora il maestro Canino, e le danzatrici dell’Uccellis.

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